Sergio Marchionne

Marchionne? Ha reso agli azionisti FCA 35 volte il suo stipendio.

Come fa notare Fabio Pavesi su Il Sole 24 Ore, dopo il rally delle azioni del gruppo Exor dell’ultimo anno, il pacchetto di stock option con cui è stato in larga parte retribuito l’AD di FCA Group negli anni, oggi vale circa 428 milioni di euro, a cui va aggiunto il compenso base, che storicamente si è aggirato tra i 5 e i 10 milioni annui.

Le polemiche naturalmente non si sono fatte attendere, visto anche il recente susseguirsi di raffronti tra emolumenti del top management VS. stipendio di un dipendente medio.

Il manager italo-canadese, dunque, vale veramente tutti quei soldi?

A mio avviso, assolutamente sì. La risposta, al solito, dobbiamo trovarla nei numeri, mettendo le chiacchiere da parte.

Al suo insediamento, nell’estate del 2004, l’allora Fiat aveva una capitalizzazione borsistica pari a circa 5,5 miliardi di euro. Alla chiusura di Piazza Affari di ieri, 29 agosto 2017, FCA segnava una market cap di 18,80 miliardi. Significa che il mercato valuta l’azienda, nel suo complesso, 13,3 Miliardi in più rispetto al 2004.

A questo incremento di valore, devono essere aggiunti altri 2 miliardi derivanti dallo spinoff con IPO di Ferrari, che oggi vale oltre 21 Miliardi. Gli azionisti, a inizio 2016, hanno infatti ricevuto 1 azione Ferrari ogni 10 titoli FCA posseduti.

La somma è presto fatta: il produttore della 500 oggi vale ben 15,3 miliardi di euro in più rispetto a 13 anni fa. Non solo: durante la gestione Marchionne, il gruppo ha anche distribuito  una certa quota di utili, sotto forma di dividendi, per un totale di circa 2 miliardi di euro.

Ciò significa che Marchionne, tra polemiche, scioperi ed imitazioni televisive, ha creato, nell’arco di 13 anni, qualcosa come 17,3 Miliardi di euro di valore, sotto forma di incremento della capitalizzazione borsistica ed utili distribuiti ai suoi azionisti.

Di tale incremento non ne hanno beneficiato solo gli Elkann e gli Agnelli, ma anche Davide, Monica, Riccardo, Tonino, Anna e le altre migliaia di soci diretti (che hanno scientemente deciso di acquistare azioni) o indiretti (che hanno quote in fondi comuni che a loro volta hanno in carico azioni FCA).

Valore è stato creato anche per John Ross, Taylor, Kevin, Louise, Simon e decine di migliaia di dipendenti della Chrysler, che senza la fusione con Fiat oggi, probabilmente, non esisterebbe più.

In genere, quando difendo l’operato di Marchionne, mi si fa notare che i dipendenti FCA italiani, prima del suo insediamento erano oltre 44.000, mentre ora sono solo 23.000.

Vero. Così come è vero che nel 2003 Fiat era un’azienda con fatturato e margini in declino e debitoria in aumento; e che probabilmente non avrebbe mai retto al decennio successivo fatto di globalizzazione, innovazione, competizione spinta ed economie di scala. Io mi concentrerei su quei 23.000 posti che sono ancora lì. E farei un plauso  a super Sergio già solo per questo.

Buona parte del suo compenso è stato legato alle performance: al raggiungimento effettivo di determinati obiettivi, l’azienda gli ha via via erogato stock option, ossia diritti ad acquistare azioni ad un prezzo vantaggioso. Naturalmente, il valore per il manager si crea solo se le azioni subiscono un apprezzamento.

Ora, il valore delle stock option attribuite al CEO è esploso proprio grazie alla salita dei corsi azionari, a loro volta sostenuti dalla crescita di fatturati e profitti di Fiat, Ferrari, e Cnh Industrial. Se questo non fosse avvenuto, la remunerazione dell’A.D., di fatto, sarebbe stata notevolmente inferiore.

Torniamo all’analisi costi-benefici del manager  e arrotondiamo il costo aziendale per i suoi servizi a 500 milioni di Euro, comprendendo anche il salario base e altre voci assortite erogate tra il 2004 e il 2017.

Stiamo parlando di 500 Milioni su 17.300 milioni di euro di creazione di valore: in sostanza, Marchionne è  costato al gruppo (ex) torinese una cifra pari a circa il 2,90% del valore generato ad oggi.

In altri termini, per ogni singolo Euro ricevuto dall’azienda – a risutalti raggiunti, e non prima –, Sergio Marchionne ne ha generati 34,60 €, a beneficio di tutti i soci. Ed ha salvato anche qualche decina di migliaia di posti di lavoro.

Vi sembra davvero un cattivo affare?

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