Gianluigi Parrotto

Eolico made in Puglia: l’exit milionaria di un 20enne mai esistita.

Gianluigi Parrotto: il genio delle turbine. Le mini-pale eoliche dell’enfant prodige pugliese. O anche la exit da 5,5 Milioni con ingresso di investitori americani. A 20 anni.

O semplicemente nuovo genio della truffa mediatica da startup?

C’è da fare subito un grosso distinguo: rispetto al padre di tutti gli hype mediatici – aka Egomnia – , questa vicenda ha dato meno nell’occhio, perché a differenza dello Zuckerberg italiano, il genio salentino ha mantenuto (o saputo mantenere) un certo low profile: che di questi tempi significa nessun cartoon agiografico su YouTube, nessun biopic con fondi statali e nessun comunicato stampa dove si annuncia una valutazione da 1 miliardo di Euro. Ma poi arriviamo sempre lì: a manipolare la stampa e i media.

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Gianluigi qualche anno fa realizza un prodotto che  – sulla carta – spacca, mini-turbine eoliche per produrre, a costo quasi-zero, energia elettrica a uso domestico.  Arrivano le prime vendite e inizia così a cavalcare l’ondata di successo successo a soli 20 anni, in una terra poco gentile verso l’occupazione giovanile. Sul più bello arrivano anche gli americani con la valigetta piena di verdoni  che comprano tutto in contanti, per oltre 5 Milioni di Euro. Come se non bastasse: nonostante l’acquisizione estera, l’azienda resterà in terra salentina, crescerà e lui che ne resterà anche l’amministratore delegato. Tutto perfetto: esattamente quello che negli ultimi anni la stampa, affamata di startup stories, brama.

Ed così che, con determinazione ed un piglio da imprenditore navigato, dopo Achilli, anche Parrotto ha fatto fessi decine di giornalisti italiani e conduttori TV. Nessuna delle testate che hanno riportato le notizie su Parrotto ha fatto uno straccio di fact checking e la storia  si è ripetuta secondo copione.
A che pro? Ego ipertrofico? Mania di protagonismo? O semplicemente si cerca di dare una mano al fato per far autoavverare la profezia? Non lo sapremo mai.

Boom – Interruzione di schema. Poche ore fa la Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato un articolo che ci dice che:

“Un cittadino di Ugento, che sulla terrazza della sua abitazione aveva fatto installare un impianto minieolico prodotto dall’azienda casaranese, ha ottenuto la risoluzione del contratto e la condanna della società alla restituzione della somma pagata per l’installazione dell’impianto (poco meno di 14mila euro). Motivo della decisione: il consulente tecnico del tribunale, monitorando la miniturbina, ha accertato che non produceva energia elettrica.”

In molti mi hanno scritto in queste ore per chiedermi un parere al riguardo. Un mese fa anche un paio di testate nazionali mi hanno chiesto dichiarazioni riguardo la startup di Casarano. Evidentemente qualcosa iniziava a non quadrare a qualcuno (finalmente, direi).

Io conoscevo la storia di Parrotto a grandi linee e non  ci vedevo nulla di strano dal punto di vista economico: l’eolico poi non è il mio settore, non avevo elementi per essere malpensante dal punto di vista tecnico e mi sono limitato a non commentare.

Ma a questo punto un fact-checking anche di natura economico-finanziaria è assai doveroso.

Il 7 ottobre 2014 Repubblica riporta un volume d’affari di 700.000 € per l’azienda di Parrotto, con riferimento ai soli primi nove mesi dell’anno. Il 5 gennaio 2015, StartupItalia riporta lo stesso giro d’affari per l’intero 2014 e la notizia-bomba: una exit da 5,5 Milioni di Euro. I compratori? “Investitori americani”.

La notizia del passaggio di proprietà milionario viene riportata poi anche il 7 gennaio 2015 anche dall’Huffington Post.

Segue a ruota il Corriere a febbraio 2015, al quale il giovane salentino racconta che l’anno appena trascorso (2014) si è chiuso con 1,3 Milioni di fatturato. Se prendiamo per buoni i 700k nei primi 9 mesi 2014, significa che solo nell’ultimo trimestre di quell’anno ha portato a casa ulteriori 600 mila di ricavi. Not bad.

In tutti gli articoli si sottolineava inoltre che il nuovo veicolo, partecipato presumibilmente già dagli americani, sarebbe stata una certa Air Group SpA, che avrebbe inglobato la GP Renewable, primo veicolo di Parrotto.

Poi l’interesse sulla vicenda è calato e non se ne è più parlato. Né di Parrotto, né del prodotto rivoluzionario. Fino a oggi.

Perché questo è il quadro della situazione:

• Il dominio airgroupitaly.it è in vendita

• Cercando su Google “Air Group Italy” compaiono solamente articoli di testate e blog, il link a una pagina facebook (non più attiva) e nessun altro sito web operativo.

• La Air Group SpA non esiste sul registro delle imprese italiane. Molto probabilmente non è stata mai nemmeno costituita.

Esiste invece la Air Group Italy Srl, con sede in provincia di Lecce – e che sarà oggetto del mio ulteriore approfondimento.

La Air Group Italy Srl è in vita dal marzo 2015 – con ogni probabilità ha inglobato l’attività della GP Renewable, che ci risulta essere stata una Società in Accomandita Semplice. Fin qui nulla di strano: tutto in linea con quanto dichiarato da Parrotto, tranne la forma societaria; una Srl invece che una SpA. Ma poco male.

Le sorprese vengono però adesso.

– il fatturato 2015 è stato di 187.000 Euro (contro 1,3 Milioni dichiarati sul 2014)

il capitale sociale della Air Group Italy Srl è di 10.000 € – di cui versati solo 2.500 €. Inadatta dunque a qualunque ingresso di soci terzi: infatti, nell’ipotesi di aumento di capitale, occorre che quello versato dai soci iniziali sia stato integralmente versato.

– al 31/12/2015 la società aveva zero dipendenti.

amministratore unico della società è Giulia Parrotto, classe 1997.

– E qui la prova del “nove”: il titolare unico è Gianluigi Parrotto, a cui sono intestate il 100% delle quote. Nessun secondo socio, nessun fondo, niente americani, no million dollars, baby.

Avanti il prossimo.

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Comments

16 replies

  1. I mass media si fanno manipolare davvero troppo facilmente. Ai limiti della complicità.
    Che è involontaria, ma responsabile…per il fatto che troppi “giornalisti” non capiscono nulla di ciò che scrivono/dicono, né fanno uno sforzo seppur minimo di documentazione.
    Che una mini-turbina eolica possa generare quantitativi significativi di energia va contro le leggi della fisica, e mai si trovasse il sistema per superare i vincoli, sarebbe semplicissimo spiegare – semplicemente – quello, e diventare ricchi a palate (per altro, non si comprende perché una tale soluzione dovrebbe essere applicata solo a mini-turbine, anziché anche alle istallazioni eoliche tradizionali).
    Ma al giornalista interessa troppo spesso scrivere le 20 righe o catturare la audience con la storia che piace, anziché svolgere professionalmente il suo lavoro…

    Il gap culturale sulle tecnologie in Italia è spaventoso.

    Rifondare….

    1. Dire che i mass media si facciano manipolare mi sembra eccessivo. Direi che forse non sono professionali. O che forse, nel 2017, per scrivere su un blog o una pseudo rivista online non serva essere un giornalista, aver studiato, fatto un esame ed avere una certa deontologia professionale e che facendo questo lavoro nottetempo, nei ritagli di spazio, ti capita di non voler/poter approfondire. E contribuisci tuo malgrado ad alimentare una bolla. E se la vedi dal punto di vista dello startupper, perche mai dovrebbe chiamare la redazione a dire che hanno scritto un sacco di fregnacce o che semplicemente gli obbiettivi che si è dato non sono stati raggiunti?

    2. i giornalisti troppo spesso si rivelano semplici pappagalli, si dovrebbero applicare loro le stessi leggi sui prodotti avariati e farsi dare indietro i soldi.

  2. Non vorrei fare il controcorrente, ma temo che Parrotto in tutto questo non sia il vero colpevole. Tutti, startupper e non, millantano sui numeri. Sta al giornalista fare il fact checking in anticipo, in modo da evitare di pubblicare cavolate. Sicuramente lo hai fatto anche tu, ma hai provato a contattare Parrotto chiedendogli lumi su quanto hai pubblicato qua sopra? sarebbe interessante leggere un suo punto di vista. Grazie per il lavoro e buona giornata

  3. La politica voleva un annuncio come questo, hanno creato ad hoc lo scenario ed i contorni grazie alla solita stampa al servizio della politica…

  4. che quello della GP renewable fosse tutto un bluff era noto ai tecnici del settore da anni
    QUI (http://www.energeticambiente.it/asse-verticale-prodotti-commerciali/14761119-gp-renewable-twind-5-e-10-a.html) se ne parla dal 2014…
    purtroppo all’itaGliano medio interessa solo la favola del giovane prodigio,e si schiera pur non sapendo niente di quello di cui si sta parlando… prova ne sono i profili social del “mago”, dove sono presenti solo commenti positivi, chi “osava” criticare il “verbo” veniva assalito da orde di fan inferociti con commenti del tipo “la volpe che non arriva all’uva”, “eeeh…l’invidia…”, “rosiconi etc…”
    e quando si postavano dati TECNICI si veniva prontamente BANNATI
    fan medio: uno che ha visto la storia in TV, ma ovviamente NON aveva la pala! chi ce l’aveva ovviamente si era scottato!
    Ora finalmente i nodi stanno venendo al pettine, vorrei proprio vedere la faccia dei poveri fessi che si sono lasciati abbindolare…

  5. Grazie Palmisano, ma il signorino Parrotto si è cautelato bene, ora gira con un altro veicolo “pericoloso” la GP Rew… Fa conferenze stampa, il Corriere della Sera gli dedica articoli… Si faccia un giro sul web e faccia un fact checking anche con questa società… Saluti.

  6. Diversi mesi fa postavo questo commento in risposta ad un servizio di La7 con intervista anche al Padre (anche lui complice mentitore) :

    ”Da questo post e dai commenti si capisce che l’Italia è un popolo di creduloni.
    Io credo che nessun fondo Americano abbia potuto investire 5,5 milioni (me neanche 1 cent) in questa ‘azienda’ per vari motivi.
    1 Parrotto non ha ideato ne migliorato nulla di già e lsistente.
    2 non ha la preparazione sufficiente per progettare una turbina
    Quindi mi domando semplicemente, se il brevetto e l’idea non è di Parrotto, cosa ha comprato il forndo Americano per 5 milioni è mezzo ? E come si chiama il fondo? Quale percentuale di azienda ha comprato?
    E di quale azienda si parla?
    Nel video
    http://www.youtube.com/watch?v=Pn6cc18L3sY&sns=em si vedono persone che producono in modo artigialale e veramente pensate che sia possibile produrre questi prodotti artigianalmente ???
    Mi spiace che non ci sia stato 1 solo giornalista in tutta Italia che sia stato in grado di fare delle domande concrete e scoprire che è tutta una farsa.
    Credo che adesso basta prendere per culo la gente.

    Qui Siamo alle prime interviste dove millanta di produrre le turbine ma le turbine sono soltanto acquistate e rivendute http://www.youtube.com/watch?v=CQDu46bA9Gk&sns=em
    In questo stesso video dice di aver studiato addirittura Keynes . Successivamente vedrete che i libri non Servono a nulla perchè scritti 40 anni fa.

    Qui siamo a Settembre 2014 http://www.youtube.com/watch?v=RPggtKqWx9M&sns=em durante la Fiera del levante dichiara che la produzione è a Brescia ma ‘stiamo portando avanti il progetto’ per la produzione Made in Salento

    http://www.youtube.com/watch?v=cwcZj-HIAOU&sns=em
    Qui Parrotto Dopo solo 4 mesi di distanza dichiara che degli investitori americani hanno comprato la sua ‘Azienda’ per 5,5 milioni di euro….

    http://www.youtube.com/watch?v=Pn6cc18L3sY&sns=em l’ultima intervista fatta in un cantiere Nautico dove lui starebbe studiando l’applicazione delle turbine sulle barche….

  7. sarebbe bello capire cosa ne pensa la BOLDRINI visto che le stanno a cuore le fake news (alias censura della rete internet)… ahahah zero dipendenti, capitale non versato integralmente, zero investitori e poi come si fa ad avere come amministratore unico una persona classe ’97 (20 anni, roba che anche Steve Jobs si starà rivoltando nella tomba).

  8. Vorrei far presente che il milionario Gianluigi Parrotto non ha provveduto al saldo del mio compenso relativo ai lavori di grafica eseguiti dalla mia agenzia tra luglio e settembre 2015, utilizzati regolarmente e pubblicamente per le campagne pubblicitarie di Air Group Italy.
    Tali compensi sono stati da me più volte richiesti, anche tramite il mio legale, ottenendo solo promesse di pagamento non mantenute. Purtroppo, non sono il solo in quanto, ad oggi, mi hanno contattato una decina di persone nelle stesse mie condizioni!
    Lascio questo commento ritenendo che sia di comune interesse, anche al fine di evitare che altre persone possano trovarsi nella mia stessa situazione nel momento in cui intratterranno rapporti economici con la società.

  9. Ma perchè chi è stato raggirato non tempesta di segnalazioni trasmissioni come Le Iene o Striscia la Notizia? Almeno verrà sputtanato e la smetterà di truffare gente visto che continua a circolare, anche per il Salento, millantando acquisti, investimenti, facendo credere di essere chissà chi! Basta!

  10. Poco mi interessa la vicenda Parrotto.Molto di piu la mancanza di professionalitá dei giornalisti e relative testate, che non si curano minimamente di fare un fact checking.E il problema sarebbe il web? Se un ventenne puo astutamente far veicolare da Repubblica Corriere La7..notizie false, cosa puo fare chi ha ben maggiore potere politico, economico, finanziario? Grazie alla mancanza di professionalitá di chi non si puo nemmeno definire come giornalista, é possibile influenzare l’opinione pubblica, distrarla..aizzarla.E se a farlo sono forze politiche o potentati economici di ogni tipo, non dobbiamo stupirci delle inevitabili conseguenze.Le banche falliscono, e sino al giorno prima ci hanno raccontato del loro stato di salute.La vita e le scelte quotidiane di ognuno di noi vengono pesantemente influenzate dal ” racconto” giornalistico.E sarebbe il web..la patria delle fake news ? Se i giornalisti non fanno fact-checking, per mancanza di professionalitá, o per dolo..( un giornalista economico quanto é libero di poter scrivere sulle banche..fondazioni..lobby..che finanziano la testata su cui scrive? ) é compito del lettore farsene carico.Ed ogni notizia, ovunque essa sia scritta, va presa con le pinze.

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