Egomnia - la recensione

Egomnia: la recensione che nessuna testata ha voluto scrivere

Evidentemente con la stampa italiana non bastano i numeri. Che ho esposto quasi un anno fa ed oggi sono passati alla ribalta su N articoli e blog, mentre quel post è  diventato il più letto su questo sparuto pensatoio.

La mia analisi, basata su dati di bilancio, è partita dall’utilizzo della piattaforma: mi ci sono iscritto nel 2014 e il mio articolo sulla fenomenologia della stessa ne è stato una conseguenza naturale, da imprenditore del digital.

Evidentemente non tutti i giornalisti sono in grado di leggere un minimo di analisi di bilancio – nemmeno in versione didascalica. Ma redazioni di testate nazionali si suppone che abbiano un minimo di capacità di discernimento quando si trovano a decidere a chi dedicare la copertina della settimana/mese. Al quesito che sorge spontaneo,  rispondo che secondo me “ci fanno e non ci sono”.

Ma andiamo a cose concrete che non siano solo opinioni. Mentre scrivo, decido di (ri)provare le funzionalità della piattaforma Egomnia, addì 3 aprile 2017.

Ed eccone una rapida recensione

1. Salto la registrazione, già effettuata nel 2014 e che prevede inserimento di routine dei dati della vostra azienda, dalla sede legale, all’indirizzo email, alla p.iva. Vado direttamente di Login con Safari su OS X.

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2. E siamo subito pronti per la ricerca di HR

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3. Proviamo a cercare un profilo “marketing”:

4. Iniziamo dalle caratteristiche del candidato: lo ricerco laureato, che sia residente in Italia, in qualsiasi regione

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5. Applico come filtro il generico settore professionale “Marketing”

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6. Con un click lancio la ricerca e questo è il numero di candidati a mia disposizione.
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7. Zero risultati.

Riproviamo con la ricerca di un altro profilo e filtri differenti.

1. Questa volta decido che i candidati debbano essere del Lazio, ma sempre laureati

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2. Specifico anche il corso di studio: mi interessa che siano laureati magistali (3+2) in Italia ed in Scienze della comunicazione. Mi va bene qualunque anno di conseguimento del titolo e qualsiasi votazione finale.

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3. Click. Ricerca. Risultati.

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4. Zero risultati.

Ma diamo alla piattaforma un’ultima chance.

1. Lanciamo una ricerca di candidati muniti solamente di Diploma in Lombardia.

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2. Diciamo che li vogliamo con una preparazione tecnica. Ignoriamo il voto.

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3. Risultato (quasi commovente rispetto agli esordi). In Egomnia risultano registrati 176 profili con residenza in Lombardia  e muniti di un diploma di istituto tecnico (ma non di laurea). Clicchiamo sul primo profilo, che ha 861 “punti”: di primo acchito non è indicato a cosa facciano riferimento, ma presumo che si riferisca alla rilevanza del risultato rispetto alla query lanciata.

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4.  Sorpresa: in realtà questa persona è anche laureata. Scorrendo il profilo scopriremo che ha fatto anche l’istituto tecnico in passato.

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5. Rilevanza tendente a Zero. Recensione conclusa.

A voi commenti e valutazioni (da 1 miliardo di euro).

Ai vari Sette, Millionaire e qualunque altra testata che voglia continuare a ritenersi dignitosa, tanta vergogna. E non solo per il fatto di continuare a dare credito ad un ciarlatano senza meriti, ma per l’insulto che da anni continuate a perpetrare a danno di tutte quelle persone, giovani o meno, che usano il digitale non per fare i cantastorie e lanciare comunicati fasulli, ma per vendere, comunicare, ideare, scrivere, insegnare, ispirare, progredire. E creare posti di lavoro.

Millionaire copertina Matteo Achilli

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Comments

3 replies

  1. Sembrano risultati di una piattaforma in fase prototipale. Quindi tutta l’attenzione della stampa e’ “fuffa” (hype)

  2. Purtroppo la stampa nazionale sposa il fenomeno del successo economico a dispetto di una concreta analisi tecnica. È anche pericoloso rilasciare interviste IT spesso travisate, come capitato a me qualche anno fa su profitti con numeri non dichiarati.
    In questo caso però scorgo una complicità fuffologica.
    Chi è stato in Silicon Valley sa benissimo che si può fallire e rialzarsi, ma essere fuffosi è letale.

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