Noi, orfani di Steve Jobs. E della tech Meraviglia.

Quando racconto a chi conosce e usa prodotti Apple da meno di 10 anni, come erano le cose negli anni ’90 e nei primi anni 2000,  stentano quasi a credermi.

È difficile far credere ai nuovi fan della Mela e ai giovanissimi che c’era un tempo in cui gli utenti creavano volontariamente code e raduni fuori dai negozi, non per comprare l’ultimo prodotto, ma solo per il piacere di far conoscere ad altre persone l’esistenza di un’alternativa al grigiore di Microsoft.

Oppure che tra community e fan club si organizzavano petizioni contro le testate in edicola che rilasciavano dei bellissimi Cd-Rom solo in versione Windows. O brindisi quando Microsoft aveva rogne con l’Antitrust.

A quei tempi, spiegare agli amici perché avevi scelto di acquistare un Macintosh diventava una faccenda scomoda, poiché a parer loro erano più i motivi per non comprarlo che quelli per farlo: “Non ci sono tanti programmi per gli Apple”, dicevano, “Non trovo i giochi come su PC”. E la più classica di tutte: “Ma il Macintosh è solo per i grafici!”.

Se provavi a parlare del CEO di Apple a qualcuno prima dell’avvento di iPhone, la risposta era “Jobs chi?”. Il celebre discorso ai neolaureati di Stanford ha cominciato a girare in Rete quando YouTube nemmeno esisteva: ancora nel 2009 era ancora un video per gli addetti ai lavori, le community Apple, i Blog.

ICQ è stato il programma di chat ufficioso su Mac prima del porting di MSN Messenger sui nostri Mac. Ma quando è arrivato iChat con la sua interfaccia Aqua tutto il resto è diventato preistoria di colpo. Anche se ancora non c’erano notifiche offline né sul telefonino, che nel 2002 se ti riusciva a mostrare una foto a 256 colori eri già il più figo all’aperitivo del giovedì sera. Per chattare ti dovevi dare appuntamento con la controparte, e non c’era storia. E CyberDog era un browser bellissimo e innovativo già 7 anni prima dell’arrivo di Safari.

ICQ 6 - 1999

ICQ 6 su Mac OS 8 – 1999

Quando nel ’94 l’agendina elettronica Sharp del papà di un mio amico sembrava il miglior futuro possibile, Apple aveva già lanciato il Newton: 22 anni fa potevi scrivere sullo schermo con una penna e il palmare Apple lo trasformava in testo digitale. Ne guardavo le foto su Macintosh Magazine e pensavo a dove saremmo potuti arrivare.

Copertina Macintosh Magazine – 1996

Ricordo come fosse ieri il giorno in cui Jobs presentò il primo iMac Blue Bondi. Era la primavera del ’98 e l’ho saputo dalla pagina tecnologica in B/N del Corriere: “rubare” qualche foto e informazione in più dal sito apple.com su questo computer geniale e rivoluzionario è costato ai miei genitori 5.000 lire in scatti telefonici (e a me qualche punizione):  fino al 2000, in Italia, se volevi “surfare” il web dovevi pagare un abbonamento a Internet mensile o annuale per l’accesso, collegare il computer al modem e quest’ultimo alla presa telefonica e – dulcis in fundo – pagare i minuti di connessione a consumo e tenere la linea telefonica occupata.

Sempre in quelle settimane, il primo passaggio in TV della campagna “Think Different”, in quella primavera-estate del ’98 che stava per segnare l’avvio di una nuova epoca per Apple: e noi un po’ lo sapevamo. Sulla mitica BBS Freedom di Roberto Cattaneo, quella sera qualcuno aveva addirittura recuperato e pubblicato il palinstesto Mediaset con la programmazione degli spot Apple. Così, accendevamo la TV per guardarlo – ognuno a casa propria – e poi commentarlo sui newsgroup.

Un frame dello Spot "Think Different" - 1998

Un frame dello Spot “Think Different” – 1998

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Presentazione del primo iMac – Maggio 1998

Erano i tempi del MacDay a Modena e del POC che si riuniva ogni ultimo venerdì del mese e dove ti poteva capitare di incontrare anche il CEO di Apple Italia e scambiare due chiacchiere.  Quando poi 20 persone tiravano fuori altrettanti PowerBook o iBook (i Mac portatili di allora) negli occhi degli avventori nella pizzeria-raduno compariva uno sguardo misto tra curiosità, stupore e speranza per il futuro.

Serata PowerBook Owners'Club - 1999 © Magic Apple Club

Serata PowerBook Owners’Club – 1999 © Magic Apple Club

MacDay  2001 © Magic Apple Club

MacDay 2001 © Magic Apple Club

Poi quel futuro è arrivato, finalmente .

Ma c’è una cosa di quegli anni che mi manca: io la chiamo “tech meraviglia” e ne parleremo nella prossima puntata. Magari anche con il contributo di chi c’era.

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Comments

One reply

  1. E c’era chi come Antonio Capaldo viaggiava per mezza Italia con la sua pastiera per venire al MacProf Meeting e vedere il primo iBook con Airport…

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