Tutto quello che vi piace lo dovete al capitalismo.

Schermata 2015-07-31 alle 00.56.49“Da una parte non c’è nulla che si può dire, davvero. Siete circondati dalle benedizioni del capitalismo. Il tavolo del buffet, che voi e i vostri commensali non avete dovuto far altro che entrare nel ristorante per trovare, offre una maggior varietà di cibo ad un prezzo più economico di quanto fosse disponibile ad ogni persona vivente – re, signore, duca, plutocrate o Papa – lungo quasi tutta la storia del mondo. Persino cinquant’anni fa non sarebbe stato immaginabile.

Tutta la storia è stata definita dallo sforzo per procurarsi cibo. E, tuttavia, questa difficoltà è stata eliminata, non solo per i ricchi ma per chiunque viva in paesi dall’economia sviluppata. Gli antichi, osservando questa scena, avrebbero pensato di trovarsi nell’Eliseo, le isole dei beati che accoglievano le anime di coloro amati dagli déi. L’uomo medievale evocava scene simili solo nelle visioni di Utopia. Persino sul finire del diciannovesimo secolo, il palazzo più dorato del più ricco industriale richiedeva molto personale e enorme lavoro per arrivare abbastanza vicino ad approssimare questa scena.

Dobbiamo questo al capitalismo. In altri termini, dobbiamo questa scena a secoli di accumulo di capitale nelle mani di persone libere, che hanno utilizzato capitale in attività economiche innovative, competendo con altri per i profitti e al tempo stesso collaborando con milioni e milioni di persone in una rete globale di divisione del lavoro in continua espansione. I risparmi, gli investimenti, i rischi, il lavoro di centinaia di anni e di innumerevoli uomini liberi sono serviti a rendere possibile questa scena, grazie alla stupefacente capacità di una società che si sviluppa in condizioni di libertà di raggiungere le maggiori aspirazioni dei membri della società.

E, tuttavia, dall’altra parte del tavolo sono sedute persone istruite che ritengono che la via per mettere fine ai guai del mondo passi attraverso il socialismo”.

Lew Rockwell

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